I cenni storici - Civica Filarmonica Bellinzona

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I cenni storici

La società
Qui di seguito vi proponiamo il seguente testo frutto delle ricerche effettuate da Quirino Tatti (1925/2002) già Presidente ed è stato pubblicato nell'opuscolo commemorativo per i 200 anni della Civica Filarmonica di Bellinzona. Esso viene qui ripreso senza adattamenti. Il documento è scaricabile in versione in PDF.


Nel 1964, la Civica Filarmonica di Bellinzona festeggiava, con solenne cerimonia, il suo 125° anno di attività, poiché dai suoi atti d'archivio risultava che essa era stata fondata nel 1839. In quell'occasione, mi venne affidato l'incarico di pronunciare il discorso ufficiale di commemorazione.
E raccontai allora, sulla scorta dei non molti documenti che mi era riuscito di racimolare, i fatti salienti che accaddero in quei centoventicinque anni di vita. Ma nella mia seppur concisa cronaca non potei fare a meno di esprimere i miei dubbi sul fatto che la data di fondazione della Civica risalisse soltanto al 1839, perchè già nel primo verbale di quell'anno si accennava, quand'anche in modo vago, ad un ente che già esisteva. Inoltre rilevavo che il mio principale informatore, il dott. Casimiro Fratecolla, nella sua allocuzione tenuta il 5 gennaio 1898, per il 50° anniversario di fondazione del teatro, accennava a fatti avvenuti prima del 1839, senza però indicare la fonte delle sue informazioni.

La lettura di quel discorso è oltremodo interessante, ma non è il caso di riprodurne qui anche una minima parte, perchè finirei per andare oltre i limiti che il presente esposto m'impone.

Chi desiderasse prendene conoscenza potrà consultare l'opuscolo pubblicato dal rag. Augusto Bonzanigo "Squarci di storia bellinzonese" 1967, pag. 50 e seguenti, oppure il testo originale del discorso pronunciato dal dott. Casimiro Fratecolla e riprodotto su "Il Dovere" dei giorni 10-11-12 e 14 aprile 1919 e custodito nell'Archivio cantonale a Bellinzona.

Nella mia esposizione del 1964 facevo una breve cronaca della mia ricerca ed accennavo ad un foglio ritrovato nell'archivio della Civica Filarmonica di Bellinzona (che non è certamente un archivio ordinato secondo rigorosi criteri scientifici) sul quale erano elencate le date più importanti di quella che si può, a giusto titolo, ritenere la più vecchia associazione del bellinzonese.

L'anonimo compilatore di quel foglio segna come data di fondazione l'anno 1814; ma se ciò fosse vero, nel 1964 avremmo dovuto celebrare non il 125° anniversario di fodazione del nostro corpo musicale, bensì il 150°.

Così potevo asserire, allora, che "unico documento ineccepibile sul quale mi è stato possibile di eseguire delle ricerche è il libro dei verbali dell'accademia filarmonica del 1839 che ho confrontato con un discorso pronunciato dall'avv. Casimiro Fratecolla in occasione del 75° anniversario di fondazione del teatro sociale".

Nel 1964, il libro dei verbali dell'Accademia filarmonica del 1839 era stato trovato da non molto tempo e non doveva essere noto all'avv. Fratecolla che, nel suo discorso, cita soltanto fatti e notizie frammentarie riguardanti il periodo che va dal 1839 al 1855, mentre egli cita invece documenti che non ci era stato possibile trovare e che molto probabilmente erano andati persi in qualche incendio o che, forse, riposano sonni tranquilli nel solaio di una casa patrizia.

Il verbale dell'Accademia filarmonica del 19 marzo 1839 inizia con questa frase:

"Era da tutti sentita la necessità di avere in questa nostra Città un corpo di scelti musici che ravvivassero il genio della musica che parea estinto ormai fra i bellinzonesi. Appena però si fa sentire una voce di riunione, un progetto d'una nuova società filarmonica, molti accettarono con entusiasmo la proposta e si sottoscrissero, parte come esercenti, parte come contribuenti...".

Da ciò si può quindi arguire che in precedenza esisteva già una società filarmonica a Bellinzona ed è appunto il Fratecolla che ce ne dà notizia in quel suo discorso, cui abbiamo accennato esordendo. Ma da quel discorso possiamo inoltre evincere che nel 1785 venne fondata nella nostra Città un'accademia che si denominava pomposamente "illustre accademia filarmonica e filodrammatica" e che era composta da attori e musicanti.

La citazione di quel discorso, nel quale si parlava di documenti che ritenevo ormai scomparsi, trovò un'eco insperata. Infatti a un anno di distanza la signora Eva Rezzonico, vedova del farmacista Ampellio Rezzonico, mi consegno un documento di notevole importanza per la conoscenza delle vicende modeste, ma non per questo meno importanti, alle quali il dott. Fratecolla aveva alluso: si trattava dei verbali e degli statuti dell'accademia degli illustri filarmonici e filodrammatici di Bellinzona. Un documento che conservo nei miei archivi e che la signora Eva Rezzonico, ora defunta, mi raccomandò di custodire personalmente, perchè glielo aveva consegnato suo nonno, il dottor Casimiro Fratecolla.

Da quel documento sappiamo però che la prima società musicale sorta a Bellinzona, e dalla quale trae origine la nostra Civica venne fondata, nel lontano 1785, da uno sparuto gruppo di patrizi bellinzonesi; ma le vicende di quegli anni tormentati della storia europea, la rivoluzione francese, l'indipendenza del Ticino, tutti quei fatti, divenuti per noi fondamentali per una perfetta intelligenza dell'evoluzione del nostro paese, nemmeno affiorano da quelle cronache.

E ciò potrebbe apparire strano se non si ponesse mente alla peculiarità del documento e soprauttutto alla preoccupazione dei suoi estensori di metter nero su bianco i fatti salienti per l'accademia, irrilevanti essendo, per essa, le notizie riguardanti avvenimenti di risonanza internazionale, perchè esse erano diffuse nel nostro paese a mesi di distanza, cosicchè perdevano, quelle notizie, l'immediatezza che esse avrebbero potuto avere se fossero state comunicate per radio o per televisione.

E quando le si conoscevano nemmeno valeva la pena che le si trascrivessero sul verbale di un'associazione (l'Accademia) che aveva altri interessi cui dedicarsi. Dal libro dei verbali conosciamo la data esatta della fondazione dell'illustre accademia: 27 febbraio 1785; e la parte introduttiva del suo statuto ce ne spiega gli scopi con una frase che vale la pena di riprodurre integralmente:

"Desiderosi li Signori Dilettanti di Musica di sempre più abilitarsi nel virtuoso suo esercizio per dar onore a Dio, splendore alla Patria, e lustro a se stessi, sonnosi risolti di unirsi, anzi vincolarsi insieme con una unione dolce, e permanente, dalla quale se ne possan sperare tutti li buoni effetti, corrispondenti ai suoi desideri. A tal fine hanno istituito fra loro una Congregazione, col titolo d'illustre Accademia mercè la quale si eserciteranno con notabile loro profitto ed invidiabile armonia. Inutili però sarebbero state le loro premure nel fare questa unione, se con saggia ed illuminata prudenza non avessero procurato di prevenire li funesti effetti, che dallo spirito di discordia ne sogliono derivare. Spirito, che purtroppo domina ogni ceto di persone anche le più saggie, e qualificate. Gelosi adunque di mantenere sempre la buona pace, ed armonia, e premurosi di mantenere il buon ordine, hanno ritrovato espediente, anzi necessario di formare una lege sopra cui stabilire questa sua unione accademica. Ad effetto di che hanno colla pluralità de voti eletti tre Delegati nelle persone de Signori Canonico Deffendente Molo; Fulgenzio Zezi, e Vincenzo Molo, acciò questi ne estendessero li Capitoli".
L'inizio del documento risalente al 27 febbraio 1785
Il libro degli atti dell'illustre Accademia ne registra le decisioni essenziali ed ha fine (perchè sono finite le pagine) nel 1818. Non abbiamo documenti che ce ne provino la fine, ma nemmeno possiamo sapere in qual modo ne continuasse l'attività.

Il dottor Fratecolla, nel suo discorso, afferma che l'accademia (filarmonica e filodrammatica) si trasformò in accademia musicale. La sua attività si limitò quindi alla musica sotto la direzione dei Benedettini e "ne nacque così la società della banda che ne ereditò tutte le benemerenze". Dal 1839 in poi l'accademia filarmonica registra di nuovo i suoi atti e la società, perchè tale ora è considerata (mentre nel 1785 si definiva "Congregazione") può prosperare grazie all'interessamento dei Benedettini che le mettono a disposizione il direttore artistico, Padre Sigismund dell'ordine dei Benedettini, proveniente da Einsiedeln.

Sempre secondo l'avvocato Fratecolla, i Benedettini nel 1852 presero tutto l'archivio musicale dell'antica accademia e lo portarono alla casa madre. Ora, ciò avvenne non perchè non volessero lasciarlo alla società accademica, bensì perchè la società accademica non sapeva che farsene. E di ciò abbiamo notizia nei verbali ove possiamo leggere (è il 21 agosto 1839) che "il sig. Sacchi propone a scanso di spese, d'interessare il signor Fratecolla (il nonno dell'avvocato Casimiro) onde presti alla società alcune messe e sinfonie dell'antica accademia, ma il signor Benedetto Tatti fa osservare potersi poco di buono sperare da quell'Archivio in cui non v'è che musica vecchia, e la mozione Sacchi è abbandonata".

Evidentemente il signor Fratecolla, cui allude il verbale, era incaricato di custodire il vecchio archivio dagli illustri accademici che i Benedettini conservarono a Bellinzona fino a quando non furono costretti ad abbandonare la nostra Città, nel 1852. Dal momento che non abbiamo un elenco di quella musica è assai difficile poter valutare l'entità di una simile perdita e non posso quindi sapere se quel Benedetto Tatti aveva torto o ragione.

Dai verbali del 1839 sappiamo invece che la banda vera e propria, formata sull'esempio dell'effimera banda militare cantonale portò tanto di uniforme. Era una banda come se ne poteva formare in un piccolo borgo che contava poco più di mille abitanti, ma che aveva il suo bravo regolamento ed un suo maestro. È vero il fatto invece che l'orchestra cessò di esistere nel 1855, mentre la banda crebbe e prosperò emanazione dell'accademia filarmonica e continuatrice dello spirito che ne aveva animato i fondatori.

Gioverà ricordare che i primi illustri accademici nel 1785 erano i seguenti signori:
  • Canonico Deffendente Molo
  • Prete Giuseppe Filippo Paganini
  • Fulgenzio Zezi
  • Fulgenzio Chicherio
  • Giuseppe Filippo Paganini
  • Vincenzo Molo
  • Carlo Taragnole
  • Tommaso Zezi
  • Fedele Pedotti
  • Teodoro Barazzetti
  • Giovan Pietro Fedele
  • Giuseppe Antonio Fedele
L'esame dei verbali, dal 1839 in avanti, ci fornisce le solite notizie sulla vita di una società, ma sulle quali non mi posso soffermare. Sappiamo, da quei verbali, che nel 1844 soggiornò a Bellinzona un Maestro Prziborsky, capobanda di un reggimento piemontese, capitato chissà per quali motivi a Bellinzona: egli si incaricò per sei mesi dell'istruzione musicale dei soci esercenti e ricevette come compenso un onorario di lire 5 milanesi al giorno. Dal 15 agosto 1848 la società filarmonica assumeva quale direttore artistico il mo. Giuseppe Araldi, cui succedettero, nel 1870 il mo. Voda, nel 1877 il mo. Ronzani e nel 1878 il mo. Rossi.

Purtroppo non abbiamo nessuna notizia circa il periodo che dal 1855 al 1880. Ma a partire da quella data abbiamo tutti i verbali della società che ci raccontano le alterne vicende di un corpo musicale organizzato secondo Statuti che - nella loro essenza - sono ancora validi al giorno d'oggi: essi furono elaborati dai signori Antonio Lussi, Ettore Fedele, Cesare Stoffel, Stefano Bacilieri ed Edoardo Jauch. Alla direzione artistica del corpo musicale viene chiamato, nel 1880, il mo. Lodovico Mattei che tenne la bacchetta direttoriale fino all'anno della sua morte, avvenuta nel 1918. Questo valente musicista fece di Bellinzona la sua seconda Patria e diresse sempre con entusiasmo e sensibilità artistica il nostro corpo musicale. La presidenza della società venne tenuta per un breve periodo da Stefano Bacilieri e poi, fino al 1910 da Edoardo Jauch, uomo energico, avveduto e attivissimo e che diede alla vita della Società un'impronta personalissima. Basti dire che trovò i mezzi finanziari per dotare la banda di una nuova uniforme, nel 1903, raccogliendo quasi Fr. 5000.- in sottoscrizioni private.
La Civica Filarmonica di Bellinzona in occasione della 6° Festa delle Camelie di Locarno, il 6 maggio 1928

Coronata così la sua carriera di Presidente, il Maggiore Edoardo Jauch cedette il seggio presidenziale al Farmacista Ampellio Rezzonico che resse le sorti della Civica per un solo anno; nel 1911, infatti, l'ing. Gaetano Brenni venne nominato presidente e tale rimase fino a quando diede le dimissioni, nel 1951. Di Gaetano Brenni si potrebbe parlare per delle ore, solamente raccontando la cronaca della Civica nei quarant'anni della sua presidenza, perchè è soprattutto grazie a Lui che la Civica di Bellinzona ha potuto diventare quella che è ancora oggi: una fra le migliori bande del Cantone. Ma se nei quarant'anni di presidenza di Gaetano Brenni la Civia ha potuto raggiungere un elevato livello artistico fu soprattutto grazie alle magistrali doti di musicista del compianto mo. Luigi Tosi che ancor oggi molti ricordano. La memoria di questo maestro rimane viva soprattutto fra i meno giovani che ebbero il privilegio di essere sui allievi e suoi musicanti. Egli diresse la Civica fino all'anno che precedette quello della sua morte avvenuta il 6 gennaio 1957.
A Gaetano Brenni succedette il signor Dir. Carlo Born appassionato cultore di musica e che fu sempre vicino alla Civica. Dopo di lui assunse la presidenza Giacomo Zanini fino al 1967, proseguì, fino al 1971 il sempre compianto e dinamicissimo Guido Sterlini, fino a quel momento cassiere (che fu pure presidente della FeBaTi fino alla immatura morte avvenuta nel 1974).

Venne poi nominato presidente l'avvocato Pietro Pellegrini, tuttora in carica.

Nel 1957 la direzione musicale della Civica venne assunta dal maestro Amilcare Sali fino al 1970, dal maestro Helmut Hunger fino al 1979 e in seguito dal maestro Julio Pezzutto che dirige ancora oggi la banda.

Negli ultimi 80 anni la Civica Filarmonica di Bellinzona ebbe la fortuna di avere, oltre ai dinamici presidenti ed ai valenti maestri cui abbiamo accennato, anche degli zelanti e capaci segretari: Edoardo Jauch, Siro Bernasconi, Giuseppe Chicherio, Job Ernani, Emilio Marietta (dal 1893 al 1912), Franco Bruni, Giacomo Bontempi, Guido Borsa (dal 1915 al 1921), Arturo Speziali, Tito Resmi (dal 1923 al 1946), Aurelio Colombo, Quirino Tatti, Alberto Imperatori, Franco Ferrari, Luciano Terzi e attualmente e da alcuni anni la signora Liliana Cesarini.

È ovvio che non mi è possibile parlare di tutti e soprattutto che non possiamo menzionare la vasta schiera di musicanti che diedero decoro alla nostra musica nei 200 anni d'esistenza: commetteremmo un errore volendo tentare di stabilirne l'elenco, perchè certamente finiremmo per dimenticarne una parte, mentre tutti dovrebbero essere menzionati, dai bravissimi ai meno dotati, perchè in tutti loro v'è sempre stata la fiamma d'un ideale che non si spegne e che non può spegnersi: l'amore per la musica. In un'altra parte di questo opuscolo riprodurremo l'elenco dei musicanti, attivi nel 1985 presso la Civica Filarmonica di Bellinzona, nonché dei membri del Comitato.

Al termine di questa mia esposizione, limitata essenzialmente alle vicende salienti della nostra associazione, è mio dovere di rivolgere un pensiero grato all'Autorità comunale e a tutti quei soci benemeriti che, con generoso contributo, permettono alla Civica Filarmonica di Bellinzona di poter continuare decorosamente la sua esistenza, dimostrando comprensione verso una società che tale comprensione merita in quanto disinteressatamente assolve un compito ben preciso nel complesso organismo sociale.

E la comprensione che soprattutto l'onorando Municipio ci dimostra oggi l'ha saputa dimostrare in passato, sempre; e fu ricco d'aiuti morali e materiali.

Mi auguro che anche negli anni futuri possano continuare quei buoni rapporti fra la nostra musica e l'autorità preposta alle sorti della nostra Città, affinché si mantenga integra e vitale un'istituzione che attinge alle più pure e genuine tradizioni del nostro paese; e questo credo di averlo dimostrato attraverso la mia breve indagine.

Quirino Tatti (1985)
 
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